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Monitoraggio neve

Quantifica l’indice l’equivalente delle neve in acqua (SWE) a scala di bacino o scala regionale.

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Monitoraggio della neve a scala di bacino

La neve è una variabile cruciale nell’ambiente montano. La maggior parte delle precipitazioni durante l’inverno e l’inizio della primavera cade sotto forma di neve oltre i 1.000 metri di altitudine in Europa. Questa riserva d’acqua rimane sotto forma di neve fino alla stagione dello scioglimento, quando ritorna nel ciclo idrologico. L’importanza della neve per diverse attività richiede un monitoraggio continuo durante il periodo invernale.

Il monitoraggio della neve viene solitamente effettuato dagli Istituti di allerta valanghe, tramite una rete di stazioni in-situ che controllano la profondità della neve e le variabili meteorologiche. Tale rete è solitamente integrata da osservazioni manuali eseguite da persone specificatamente addestrate. I dati raccolti vengono utilizzati per produrre il bollettino delle valanghe.

Approccio attuale

Al fine di distribuire spazialmente il manto nevoso, gli approcci usuali applicano tecniche geostatistiche basate sulla correlazione statistica, i quali però:

  • Non tengono conto dell’eterogeneità morfologica tipica degli ambienti montani

  • Richiedono una grande quantità di misure di neve in situ per ottenere una ragionevole correlazione, con conseguenti costi elevati di installazione dei sensori e/o organizzazione di campagne di misura

  • Non sono adatti per prevedere l’evoluzione futura

SnowMaps: nuova tecnologia

SnowMaps è una nuova tecnologia nella modellazione della neve: grazie ad un approccio basato sulla fisica tipico dei modelli idrologici, calcola l’evoluzione della neve attraverso la soluzione di equazioni di conservazione della massa e dell’energia.

Ad ogni punto del dominio vengono assegnate le sue peculiari caratteristiche morfologiche (elevazione, pendenza, aspetto) al fine di ricavare con precisione i flussi di energia in entrata (radiazione, flussi turbolenti) e flussi di massa (precipitazione liquida e solida).

Ciò consente di distinguere i processi fisici che comandano l’evoluzione della neve (accumulo, compattazione e scioglimento), stimare la profondità della neve e il suo equivalente in acqua.

Inoltre, questo approccio consente di alimentare il modello con le previsioni del tempo ed ottenere quindi la previsione dell’evoluzione della neve per i giorni successivi.

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